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No allo smantellamento della sanità pubblica: anche noi in piazza il 23 maggio

In vista della manifestazione di domani alle 14 a Torino con partenza davanti al grattacielo della Regione Piemonte e comizio in piazza Carducci.


Siamo pensionati, iscritti e militanti della Cisl da più decenni, negli anni ’70 in prima fila nelle lotte sindacali torinesi e del Piemonte per la salute e l’ambiente che nel 1978 hanno consentito, con un ruolo fondamentale delle confederazioni Cgil, Cisl, Uil, la conquista del Servizio Sanitario Nazionale; la riforma sociale più importante per erogare servizi gratuiti a tutti i cittadini per salvaguardare la salute nei tre aspetti fondamentali: prevenzione, cura, riabilitazione. Nel tempo il SSN, anziché essere completato è stato gradualmente indebolito,  dirottando le risorse verso la sanità privata a pagamento. Oggi, forte è il rischio che le strutture in costruzione con finanziamenti pubblici vengano convenzionate con la sanità privata per farle funzionare stante la cronica carenza degli organici pubblici.  

Il fronte confederale oggi è disunito, soprattutto nelle iniziative di pressione sociale e manifestazioni da affiancare il tavolo negoziale. Sussistono valutazioni diverse che motivano le divisioni tra Cgil, Cisl e Uil, e quelle tra i sindacati di categoria, ma ne esiste una particolare che dovrebbe unire: la manifestazione di sabato pomeriggio è una modalità di mobilitazione di lavoratori e di cittadini che consente di dare informazione per sostenere il confronto al tavolo istituzionale, sottolineando le priorità e le convergenze esistenti sia sulle richieste per il potenziamento del SSN, sia per quelle socio-assistenziale-sanitario delle RSA; serve inoltre per accelerare i tempi delle risposte della Regione. In questi anni troppe volte il dialogo-confronto – privo di adeguata pressione sociale – è sfociato in risultati deboli e contraddittori per la sanità e l’assistenza pubblica, sia a livello regionale sia a livello nazionale.

Sabato 23 maggio saremo presenti sia per dare un senso alla nostra militanza degli anni della conquista del SSN universale, sia per dare significato alla nostra tessera di iscritti Cisl, da tempo diventati “invisibili” ai vertici sindacali: né siamo informati, né convocati in sedi adeguate per consentirci di prendere parola e ricevere risposte.

Saremo presenti anche perché ben ricordiamo le parole, pronunciate al Congresso Cisl di Luglio 2025, da Daniela Fumarola sulla grande importanza della sanità pubblica. Nella relazione introduttiva, al capitolo “Sanità, architrave irrinunciabile”, si legge: «Restano senza adeguata risposta i bisogni sia sul versante di medici e operatori sanitari, sia su quello dei pazienti, dei cittadini che hanno bisogno e diritto di essere curati. Assumere più medici e infermieri, estendere la medicina di prossimità, ridurre le liste d’attesa, rilanciare gli investimenti su prevenzione e assistenza domiciliare, ammodernare strumentazioni e ospedali: tutto ciò deve restare al centro della nostra mobilitazione..».

In quel documento congressuale si precisa inoltre il significato del “lottare partecipativo” con queste parole: «Lottare e partecipare non sono in contraddizione. Il conflitto, lungi dall’essere antitetico alla partecipazione, ne rappresenta spesso una com­ponente fisiologica e necessaria. Nei contesti democratici e partecipativi, il confronto tra inte­ressi, visioni e bisogni diversi non è segno di disfunzione, ma condizione vitale per far emergere soluzioni più giuste, condivise e sostenibili..».

Questi chiari concetti debbono essere sempre presenti nell’agire quotidiano del sindacato - non rimanere affermazioni teoriche - per non incorrere nel rischio evocato dall’antico detto “..di buone intenzioni sono lastricate le strade dell’inferno”. 

Come simpatizzanti torinesi di Sindacalmente.org e di Prendere parola, operiamo per quanto ci è possibile perché l’unità d’azione unitaria confederale e categoriale si ricostruisca al più presto, condizione indispensabile per conseguire risultati significati concreti, e non solo protocolli con promesse e impegni per date lontane.

Anche a nome di altri amici e compagni: Sandro Bertaglia, Antonio Buzzigoli, Aldo Celestino, Carlo Daghino, Claudio Furfaro, Antonio Marcolungo, Dora Marucco, Gian Giacomo Migone, Gianna Montanaro, Adriano Serafino.

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