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La qualità delle imprese edili: primo passo per la sicurezza sul lavoro

di Mario De Lellis* |


Con il segretario generale della Filca-Cisl, Mario De Lellis, si conclude il giro di interventi sindacali promosso dalla Porta di Vetro sullo stato di emergenza nel mondo del lavoro, in particolare nel settore edile, falcidiato e funestato da centinaia di infortuni mortali. La protesta e la mobilitazione di lavoratori e sindacati Cgil, Cisl e Uil, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni avranno il loro epicentro in regione a Torino, martedì 21 dicembre alle 15 in piazza Castello.

La foto dei tre lavoratori sorridenti mentre sono in alto, su una delle tante gru che hanno montato, fa male quasi quanto le terribili immagini della tragedia di via Genova. Filippo, Marco e Roberto amavano il loro lavoro, lo facevano con passione e dedizione assoluta. Come i tantissimi edili che ogni giorno, in ogni angolo d’Italia, si prodigano per edificare case, strade e ospedali, per mettere in sicurezza il territorio, per ammodernare e rendere sicuri scuole, abitazioni, uffici, viadotti. Il lavoro in edilizia è spesso considerato un ripiego, un lavoro duro e faticoso. Tutti noi abbiamo il dovere di restituirgli la dignità di un tempo. Ma ognuno di noi deve fare qualcosa: dobbiamo fare in modo che le istituzioni, i sindacati, le associazioni datoriali, gli Enti bilaterali, tutti gli istituti preposti facciano rete per introdurre strumenti e norme per assicurare al settore trasparenza, regolarità, sicurezza. La tragedia di via Genova è un monito per tutti e impone interventi drastici, immediati, mentre la magistratura deve fare luce quanto prima sulle cause del terribile incidente. Nel settore ci sono ancora troppe ditte che non applicano il contratto edile; si lavora all’insegna della fretta, come se si trattasse di un lavoro secondario e non oggettivamente rischioso; non a caso non si presta la doverosa attenzione ai tanti lavoratori non formati sui rischi che si incontrano sul lavoro. Sono poi gli stessi lavoratori cui si impone di fare straordinari fino a 10/12 ore al giorno, sabato incluso. Nei prossimi mesi, per effetto del Superbonus 110% e delle altre misure per il settore, ci sarà “l’assalto alla diligenza”: l’invasione di nuove ditte esterne, sconosciute, società semplici aperte anche con 1 solo euro da gente che non conosce il mestiere. Nel Torinese si sono già verificati decine di infortuni gravissimi. Ecco perché è necessario governare insieme il settore, con il sistema Cassa Edile, i sindacati edili, le associazioni imprenditoriali, le istituzioni, lo Spresal, l’Ispettorato, gli Rlst, l’Inail, l’Inps. E grazie al Durc di congruità bisogna censire con esattezza tutti i cantieri e tutte le imprese che lavorano, con i loro dipendenti e le loro responsabilità. Lo ripeteremo nel corso del presidio unitario di fronte alla Prefettura. E lo ribadiremo al 12esimo Congresso della Filca di Torino, in programma mercoledì 22 a Pianezza. In quell’occasione presenteremo proposte serie e fattibili, e proporremo a tutti i soggetti una alleanza per il settore. Le nostre proposte sono note a tutti; vogliamo mettere in campo strumenti per premiare le imprese qualificate e aiutare quelle che investono in sicurezza e innovazione. È questa la strada giusta per ridare legalità al settore dell’edilizia e per tutelare i lavoratori, assicurando loro dignità e sicurezza. Lo strumento più adatto a selezionare e qualificare le imprese è sicuramente la Patente a punti, un’intuizione nata in casa Filca, prevista dal Testo Unico sulla sicurezza, ma ancora non entrata in vigore. Ora, visto il tragico aumento degli infortuni nei cantieri, è davvero il momento di un giro di vite. Bisogna investire sulla cultura della sicurezza già nelle scuole, con insegnamenti ad hoc. Si potrebbe utilizzare il miliardo e mezzo dell’Inail per progetti sulla formazione continua. Dobbiamo creare i promotori della prevenzione, aumentare l’organico a disposizione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e rafforzare il ruolo degli Enti bilaterali, in cui lavorano addetti qualificati e che conoscono molto bene il settore. Infine, è fondamentale applicare la proposta di abbassare l’età dei contributi per accedere all’Ape Social. Non è accettabile che gli over 60 continuino a salire sui ponteggi, a fare lavori faticosi e usuranti. E dobbiamo diffondere quanto più possibile la cultura della sicurezza nei cantieri: lo dobbiamo a Filippo, Marco e Roberto, lo dobbiamo a tutti i lavoratori dell’edilizia, che in tutta Italia contribuiscono a far riprendere quota al nostro Paese. *Segretario generale Filca-Cisl Torino

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