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La memoria: 23 maggio 1992, Capaci, l'attentato a Falcone

Aggiornamento: 27 mag

Diretta Rai da Palermo dalle 10,30 di oggi, 23 maggio, anniversario della morte di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro per mano di Cosa Nostra. Trentadue anni fa, il 23 maggio 1992, l'agguato a Capaci: erano le 17,58 di un sabato maledetto, scelto dal boss dei corleonesi Totò Riina per eliminare con il tritolo uno dei due magistrati, l'altro, Paolo Borsellino, sarà ucciso con la medesima modalità il 19 luglio, 57 giorni dopo, che più insidiava il suo potere e quello dei suoi sodali, mafiosi e non.

Palermo, la Sicilia, il Paese riprendono il filo della memoria per ricordare il coraggio di uomini e donne che sacrificarono le loro vite per contrastare la criminalità organizzata e ridare valore alla legalità. Dibattiti pubblici, spettacoli teatrali, film in tv accompagneranno questa giornata che comincia questa mattina con il momento istituzionale da Palermo, dal parco del Museo del presente, con il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il sindaco della città Roberto Lagalla, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Chiara Colosimo e l'annunciata presenza di Louis J. Freeh, già direttore generale dell’Fbi e amico di Giovanni Falcone.

Louis J. Freech Palermo è anche il segno tangibile dell'eredità a livello internazionale lasciata Giovanni Falcone nella lotta alle mafie. Il suo metodo, come ricorda oggi un articolo sul Sole-24 ore, è seguito il tutto il mondo. Un rapporto del Nasdaq svela che gli investigatori sono alla caccia di 3 milioni di dollari sporchi proprio con il "metodo Falcone".


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