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"La dottrina sociale della Chiesa può innescare processi di cambiamento"

Intervista a Flavio Felice, professore di storia delle dottrine politiche dell’Università del Molise


di Luca Rolandi


Si è svolto di recente a Torino nella sede degli Artigianelli in corso Palestro dai Padri Giuseppini del Murialdo un interessante convegno di studi sull’attualità della Dottrina sociale cristiana. Protagonisti un cartello composito e ricco di realtà ecclesiali, del terzo settore, associative e sindacali coordinate dal professor Michele Rosboch.

Tra i partecipanti il prof. Flavio Felice, professore di storia delle dottrine politiche dell’Università del Molise, che ha tenuto una delle due relazioni tematiche insieme alla professoressa Simona Beretta dell’Università Cattolica di Milano. Ed è al prof. Felice che Luca Rolandi ha posto alcune domande sull’attualità del pensiero sociale della Chiesa.

La dottrina sociale cristiana oggi è ancora praticata?

La questione sociale  per la  Chiesa è urgente e va ripresa in una maniera molto molto seria. Stiamo attraversando una crisi di ideali di senso e di prospettive profondi e credo quindi ci sia molto bisogno di reti organizzate e pensanti tra mondi e associazioni del mondo cattolico come quella torinese. La dottrina sociale della Chiesa è ancora e sempre un lievito per tutta la società, ne abbiamo bisogno. Non si tratta di alzare muri, barricate, ma anzi con la propria storia, esperienza e fede innescare processi. La dottrina sociale della Chiesa si pone in dialogo con le scienze sociali e le sostiene con la sua specificità

Tra tecnicismo, mondo digitale e transumanesimo, la DSC resta un fondamento da cui ripartire?

Ci sono due strade, una potrebbe essere quella di mettere al centro le grandi vertenze del nostro tempo rileggendole attraverso la dottrina sociale della Chiesa, grazie alla sua  credibilità e autorevolezza. Ma si deve anche mettere in discussione le certezze, perché da un lato sono deflagrate le grandi ideologie del Novecento, ma non vi è una strada nuova. Anzi si dice che non esiste nessuna verità, nessuna certezza. Quindi se tutto vale, tutto ciò che vale è solo ciò che funziona e questa una prospettiva pericolosa.  Il rapporto con la tecnologia è fondamentale ma molto difficile. Oggi non si combatte più il materialismo storico perché è bastato mostrare come non fosse efficiente dal punto di vista economico, politico, perché le persone stavano male, è tutto è crollato. Al contrario è in pericolo la democrazia, perché una nuova ideologia si sta imponendo affermando che si potrà superare la forma di Stato e società basato sui principi fondamentali della libertà, della pace e della giustizia. Attualmente domina nel mondo la democrazia di pochi e il mercato di pochi, sono quelli che contano. A tutto questo risponde una alternativa, una seconda strategia che potrebbe adottare la dottrina sociale della Chiesa, come elemento d’ispirazione per una società diversa,

Il ruolo della Chiesa e delle comunità locali nella società , quale futuro? 

La Chiesa svolge una funzione critica, promuove il bene comune, ma tutto questo è sempre stato fatto ed è bene che si continui a fare. Bisogna però che i cristiani  si impegnino maggiormente diano testimonianza della loro fede, nel rispetto e nella pluralità delle espressioni politiche e democratica: nell’amministrazione e nella politica attiva. La religione non è un fatto meramente privato, ma è pubblico; perché ogni persona nel proprio privato agisce nella sfera pubblica, ma in un modo inedito e creativo uscendo dal classico paradigma di una laicità molto datata e distante della laicità.


Note

[1]Al convegno hanno preso parte Irene Bongiovanni (Presidente Confcooperative Piemonte Nord), Giuseppe Calabrese (Presidente Difendiamo il futuro), Massimiliano Campana e Luca Caretti della Cisl, Paolo Fabris Fondazione “Centesimus Annus”, Riccardo Ghidella Presidente Centro Studi San Tommaso Moro, Marco Margrita presidente Mcl Piemonte), Andrea Pennini vicepresidente Centro Culturale Pier Giorgio Frassati e Felice Vai presidente Compagnia delle opere impegnati nella cultura, economia ed azione sociale, sostenuti dalla Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi, con Alessandro Svaluto Ferro, da Vincenzo Tristaino dei Giuseppini del Murialdo che hanno ospitato il convegno e Marco Lazzarino presidente Ucid Torino.

 


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