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“L’Ospedale Valdese, un bene da recuperare”

di Piera Egidi Bouchard |


L’ospedale Valdese, la cui storia si è interrotta bruscamente agli inizi del Duemila, per poi essere ceduto alla Regione Piemonte nel 2004, deve diventare un punto di riferimento per il quartiere San Salvario come “Ospedale di comunità”. È quanto chiede l’Associazione “Donne in difesa della società civile” capofila di un Ordine del giorno firmato da più associaioni e presentato alla VIII Circoscrizione, al Comune di Torino e alla Regione Piemonte.

Ricordate le fiaccolate, gli stendardi appesi alle finestre con le fotografie delle mammelle delle donne operate di tumore al seno? E ancora: gli appelli, la mobilitazione di anni in favore dell’Ospedale valdese di Torino, definito “una struttura di eccellenza”, soprattutto per la cura al femminile delle donne affette da carcinoma al seno? Gli abitanti del quartiere san Salvario di Torino non se lo sono dimenticato, e soprattutto adesso è stata ufficializzata una importante richiesta dell’Associazione “Donne in difesa della società civile”, insieme all’Asai, al Polo Lombroso 16 e altre associazioni. L’ospedale, riaperto nel 2017 come “Casa della salute”, non è mai decollato totalmente ed ora, anche in seguito al ripensamento dovuto alla pandemia, si ritiene essenziale una ricollocazione. Poiché “il massiccio aumento delle degenze negli ospedali durante il periodo pandemico e la conseguente occupazione dei posti letto oltre che per le necessità della pandemia anche per le carenze della medicina territoriale, dimostra che c’è grande necessità di una Assistenza Territoriale efficiente, integrata con i servizi sociali, per attivare percorsi di prevenzione, assistenza e cura efficaci in un’ottica di tutela reale della salute pubblica”. L’insufficiente sistema di medicina territoriale e di cure primarie – infatti – ha tra le sue conseguenze, come sperimentato in questi anni, il riversarsi della popolazione ai Pronto Soccorso, con le gravi conseguenze di sovraffollamento e carenza di cure tempestive. Così recita un “Ordine del Giorno” presentato oggi al Consiglio dell’VIII Circoscrizione, al Comune di Torino e all’Assessore competente, affinché si designi attraverso “l’interlocuzione con la Regione Piemonte l’ex Ospedale Evangelico Valdese come “ospedale di Comunità” e i poliambulatori di via Silvio Pellico 28 e corso Corsica 55 come “Casa di comunità”, con il necessario adeguamento dell’organico, tra cui una équipe multiprofessionale, presenza medica 24 ore su 24, infermieristica su dodici ore, ambedue sette giorni su sette e altre importanti competenze elencate, tra cui programmi di screening, punto prelievi, servizi diagnostici finalizzati al monitoraggio della cronicità anche attraverso strumenti di telemedicina, il servizio di assistenza domiciliare di base.

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