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L’Is-K rivendica l’attacco a Kandahar. Due gli attentatori-suicidi alla moschea

L’Is-K, costola afghana dell’Isis, ha rivendicato gli attentati di ieri alla moschea sciita, particolarmente affollata per il venerdì santo di Kandahar, la seconda città dell’Afghanistan. Le esplosioni, che hanno provocato 62 morti e decine di feriti, sono opera di due kamikaze, Anas al-Khurasani e Abu Ali al-Balushi. I due, dopo l’uccisione delle guardie della moschea, hanno innescato le loro cinture esplosive, seguendo un copione realizzato già venerdì scorso nella moschea di Kunduz. Una strategia del terrore fotocopia in cui la pianificazione e le modalità dell’attentato non lasciano dubbi sulla volontà dei fondamentalisti islamici di ridare fiato al terrore su scala planetaria, costringendo i talebani a concessioni, complicità e spazi di manovra in Afghanistan. E, non ultimo, avvelenare i rapporti tra il governo di Kabul i la potenza iraniana, leader spirituale degli sciiti.

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