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Il taccuino politico della settimana: la normalità del vaccino, l’anormalità della società

A cura di Claudio Artusi |

Siamo alla vigilia (o nel pieno?) della ennesima ondata di Covid. Siamo di nuovo dinanzi alla ennesima disillusione di pensare di essere fuori dal tunnel. Certo si muore meno (in Italia), anche i ricoveri sono diminuiti, ma la virulenza non accenna ad attenuarsi e questa mutevolezza del virus è un nemico subdolo, quasi inafferrabile. Tanti sacrifici, la rinuncia a molte libertà personali, i disagi nella vita quotidiana, l’impoverimento di larghe fasce di popolazione, l’ indebitamento del mondo che ricadrà sulle prossime generazioni, una generazione di studenti in affanno, tutto ciò e molto altro senza vedere una luce definitiva dopo un anno e mezzo! Solo uno scudo ha retto all’ urto: il vaccino, anzi i vaccini. Un miracolo della scienza, senza precedenti! In un mondo normale ci si sarebbe atteso un arrembaggio, fenomeni di agiottaggio (tipico dei prodotti essenziali e scarsi), processioni di questuanti. Ma il nostro, evidentemente, non è un mondo normale! Governi, testimonial, associazioni sono impegnati in una moral suasion i cui effetti sono molto scarsi. Ora si pensa di ricorrere allo stimolo del benefit (se ti vaccini puoi andare a ballare, puoi viaggiare ecc). In Francia a qualcosa è servito: 2 milioni si sono convinti, per la salute no vax, per la balera magari si vax! Contestualmente non dimentichiamo che vi sono sette (mi pare) vaccini obbligatori, ma allora cosa osta a introdurre l’ottavo? Forse qualche codicillo della legge sulla privacy? Il tema non è solo italiano, direi è del mondo occidentale, direi del mondo democratico. È democrazia consentire a milioni di persone di procurare danni a sé, al proprio prossimo, alla vita del proprio paese? Con questa logica, in caso di guerra, dovremmo sottoporre a referendum la costruzione dei rifugi antiatomici! E vi è sempre chi blandisce l’irragionevolezza di qualche gruppo. Sperando in qualche voto in più e contando con la memoria corta dell’elettorato. Vediamo cosa ci aspetta nei prossimi mesi, ma se non sarà sufficiente quanto stiamo facendo, è il caso di entrare nell’ottica di una legislazione speciale, come peraltro con successo è stato fatto per il terrorismo, senza peraltro alcun vulnus al regime democratico.

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