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David Sassoli: radici cattoliche, europeismo e ideali democratici

di Luca Rolandi|

Il cordoglio per la morte di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, ma prima ancora giornalista di qualità e profondità, sincero democratico ed europeista da sempre e non all’occorrenza del destino che la vita gli ha riservato, è stato unanime e diffuso, vastissimo. Un’emozione vera, un sentimento popolare che si riserva ad un parente, un amico, un compagno di viaggio importante della propria esistenza. David Sassoli era un uomo libero, un rappresentante delle istituzioni di quella Europa bistrattata e sfiduciata, burocratizzata e lontana dai suoi cittadini, che nel suo impegno prima di parlamentare e poi di presidente ha cercato di ricucire. È importante andare indietro nel tempo di una vita troppo breve, ma comunque ampia e lunga per densità e profondità di pensiero e legami alle origini, agli anni della formazione al periodo fondamentale di ogni crescita personale la gioventù. David era fiorentino come il padre Domenico anche lui giornalista e antifascista, popolare e democratico cresciuto nella città di La Pira, allievo delle visioni profetiche di don Lorenzo Milani e la scuola di Barbiana, di padre Ernesto Balducci e la rivista Testimonianze, don Facibeni e il cardinale Della Costa. Ma David cresce a Roma negli anni terribili, in cui sono quotidiani gli scontri di piazza e contrapposizioni violente destinante a sfociare nel terrorismo di destra e di sinistra. Ma sono anche anni creativi, in cui il Movimento del ’77 spazza via una certa idea di associazionismo per fare spazio a una nuova partecipazione ideale anche nel mondo cattolico, dagli scout alle storiche associazioni dell’area Azione Cattolica diverse e generative rispetto ai padri della Fuci plasmata dal cardinale Montini, poi diventato Paolo VI. E in quel crogiuolo di impegno civico e culturale, spirituale e umano che David Sassoli cresce e si forma. Sarà l’imprinting decisivo di una visione solidale, fraterna, profondamente laica e cristiana insieme del rapporto tra fede e storia, percorsi di conoscenza di una trasformazione antropologica scaturita allora e ancora in atto oggi, nel cambio d’epoca che stiamo vivendo. La Lega Democratica di Pietro Scoppola, l’amicizia del funambolico e vulcano Paolo Giuntella, figlio di Vittorio Emanuele, dei giovani democratici cristiani che vedevano in Moro e Zaccagnini l’ultima possibilità di rigenerazione. Sono gli anni del Liceo e dell’Università, dell’amicizia con Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio assassinato dalle Br sulle scale della Sapienza nel 1980, delle settimane di riflessione politico culturale e spirituale di Brentonio della Rosa Bianca, movimento nato per ricordare il sacrificio dei giovani cattolici bavaresi antinazisti Sophie e Hans Scholl. Una stagione dimenticata e tradita, ma che sottotraccia ha dato frutti belli e rigogliosi come la testimonianza alta, morale, politica e di visione di David Sassoli che non andrà perduta perché sarà raccolta anche oggi e in futuro da molti giovani come quelli della Fuci che gli hanno dedicato subito la scuola di formazione politica.

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