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Dal dire al fare di Francesco: la “Spending review” entra in Vaticano

di Luca Rolandi|

“Se vuoi essere mio discepolo vai vendi tutto quello che hai e poi vieni e seguimi”, afferma il Vangelo nell’indicare la strada al cristiano. La fede che si svuota dal suo contesto materiale e delle infrastrutture e le incrostazioni storiche per tornare ad essere fedele alla Parola, è la cifra di un cristianesimo essenziale e trasparente, anche se per certi versi impossibile per la fragilità umana. È con questa ottima e cifra che si deve leggere la decisione di Francesco di avviare la Spending review in Vaticano. Un futuro «sostenibile economicamente richiede di adottare anche misure riguardanti le retribuzioni del personale», scrive nella lettera apostolica, spiegando che la Covid ha aggravato un disavanzo che già aleggiava da «diversi anni». I tagli seguono una logica «proporzionale e progressiva»: chi guadagna di più subirà una maggiore riduzione del salario.

Troppi scandali e soprattutto ancora troppi i legami con la finanza non etica e il denaro inutilizzato al fine ultimo, il sostegno ai fratelli. Anche per questo il Papa taglia gli stipendi al personale della Santa Sede, del Governatorato e di altri enti collegati. A cominciare dai cardinali e dai capi dicastero della Curia romana. Una Lettera apostolica in forma di Motu Proprio per il contenimento della spesa nel piccolo stato all’interno delle Mura Leonine. Incidere sull’austerity decisa dal Pontefice, si legge nel documento, “il disavanzo che da diversi anni caratterizza la gestione economica della Santa Sede” e “l’aggravamento di tale situazione a seguito dell’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione della Covid-19, che ha inciso negativamente su tutte le fonti di ricavo della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano”. Le misure previste saranno a decorrere dal 1° aprile 2021. Stipendi più leggeri quindi per i cardinali della Curia romana, che percepiranno una riduzione del 10 per cento. La riduzione sarà dell’8 per cento per i dipendenti della Santa Sede, del Governatorato e altri enti collegati inquadrati nei livelli retributivi C e C1, cioè quelli dei capi e dei segretari dei dicasteri. Diminuzione del tre per cento generalizzato per i dipendenti chierici o religiosi, da quelli inquadrati nel livello retributivo C2 fino al primo livello: un decremento che dunque riguarderà tutto il personale non laico. Per tutti sono stati sospesi, per due anni, la maturazione degli scatti biennali di anzianità. Ma soltanto per il personale laico, questo blocco riguarderà i dipendenti dal quarto livello in su e dunque non toccherà gli stipendi più bassi. Tutte le disposizioni previste si applicano anche al Vicariato di Roma, ai Capitoli delle Basiliche Papali Vaticane, Lateranense e Liberiana, alla Fabbrica di San Pietro e alla Basilica di San Paolo fuori le mura.

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