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COP28. Sanità e nuove sfide globali dinanzi al cambiamento climatico


di Giuseppina Viberti e Germana Zollesi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) insieme alla comunità sanitaria globale chiede a gran voce di occuparsi dell’effetto dei cambiamenti climatici sulla salute e sul benessere della popolazione mondiale, quale espressione di un più alto livello di civiltà. Gli eventi meteorologici estremi avvenuti in tutto il mondo presentano i danni che ci aspettano in un mondo in rapido riscaldamento.

Il report del Gruppo Intergovernativo per il Cambiamento Climatico (IPCC) afferma che circa 3,5 miliardi di persone vivono in aree altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici. Secondo i dati dell’OMS, i decessi dovuti al caldo tra le persone di età superiore a 65 anni sono aumentati del 70% in tutto il mondo in un periodo di 20 anni.

Gli eventi metereologici estremi (siccità, inondazioni, ondate di caldo e altri fenomeni eccezionali) metteranno sempre più in difficoltà i sistemi sanitari. Ad esempio le inondazioni del 2022 in Pakistan hanno causato lo sfollamento di circa 8 milioni di persone e ne hanno colpite complessivamente circa 33 milioni. La Banca Mondiale ipotizza che, senza un’azione coraggiosa e immediata, il cambiamento climatico potrebbe causare lo sfollamento di circa 216 milioni di persone entro il 2050 che cercheranno di spostarsi in territori migliori.

A questa situazione si associano le risorse idriche e alimentari compromesse per milioni di persone già in grave difficoltà (insieme alle guerre, la principale causa che spinge ad immigrare). In parallelo a questi problemi, il cambiamento climatico sta catalizzando un’ondata di malattie infettive come la dengue e il colera che metteranno sempre di più in pericolo milioni di persone.


Rafforzare i sistemi sanitari

Secondo l’OMS, è necessario rafforzare i nostri sistemi sanitari in tutto il mondo con interventi di vario tipo:

1. sistemi sanitari resilienti a basse emissioni di carbonio

2. lotta ai vettori che trasmettono malattie infettive

3. sorveglianza epidemiologica

4. accesso all’acqua sicura e ai servizi igienico-sanitari

5. formazione del personale sanitaria

6. sostegno fra i vari sistemi sanitari per la diffusione di pratiche sostenibili per ridurre le emissioni globali del 5% attribuite al settore sanitario

7. digitalizzazione della medicina

Oltre 1 miliardo di persone nel mondo utilizzano elettricità inaffidabile o senza elettricità nelle strutture sanitarie; l’OMS sta lavorando con i partner per elettrificare queste strutture con energia pulita e per armonizzare le forniture mediche e guidare un cambiamento trasformativo verso fonti energetiche più pulite, servizi migliori e una dipendenza minore dal gas e dal diesel.

Il settore sanitario è di fronte a sfide senza precedenti; è necessario affrontare la disparità nel sostegno finanziario fra i vari sistemi. Attualmente il settore riceve solo lo 0.5% dei finanziamenti globali per il clima. Con l’aumento delle risorse, è possibile rafforzare la capacità del settore di innovare, fornire cure migliori e garantire una infrastruttura sanitaria in grado di affrontare le sfide di oggi e di domani.

L’auspicio, formulato dal ministro italiano Orazio Schillaci, è che la dimensione della salute continui a essere parte integrante della strategia di risposta ai cambiamenti climatici e questo impegno proseguirà anche nell’ambito della presidenza italiana del prossimo G7”.

Giornata della Salute a Dubai

La Presidenza degli Emirati Arabi Uniti ha ritenuto opportuno organizzare una giornata intera (e non solo una sezione) alla salute per approfondire i principali aspetti su come il cambiamento climatico possa influire sulla popolazione mondiale e come predisporre risposte in grado assicurare a tutti cure adeguate.

Per la prima volta in assoluto, un numero record di Ministri della Salute parteciperà a questo evento storico sottolineando così l’importanza del rapporto fra cambiamento climatico e salute globale. Questo incontro si concentrerà sull’affrontare questo rapporto e cercare soluzioni applicabili che diano risultati tangibili.

La salute da valenza individuale si trasforma sempre più in un problema collettivo per non dire planetario: le condizioni di un nostro simile dall’altra parte del mondo sono sempre più affari nostri e per questo i governi di tutto il mondo non possono eludere il problema, ma affrontarlo sotto tutti aspetti possibili: da quello della ricerca scientifica (per disporre di mezzi sempre più efficaci per contrastare le pandemie e le epizoozie) e alla gestione politica dei problemi causati dalla carenza di cibo e dalla disperazione che ne deriva.

Ed intanto il termometro sale.


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