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"Bonifica" della Striscia di Gaza e destino della città

Aggiornamento: 22 nov 2023

di Michele Corrado*


Da sabato scorso, 7 ottobre, abbiamo assistito ad una articolata incursione di miliziani di Hamas all’interno del territorio israeliano. Questa incursione, durata due giorni, è stata sostenuta da un lancio continuo di razzi/missili ed aveva come scopo (secondo quanto dichiarato da fonti di Hamas), di creare “scompiglio” in territorio israeliano finalizzato alla cattura di cittadini da usare come scambio per la liberazione di prigionieri detenuti dalle autorità di Israele.

L’incursione, fondamentalmente eseguita via terra dopo lo sfondamento di tratti del sistema difensivo israeliano, con l’impiego anche di deltaplani a motore che trasportavano due miliziani armati, ha provocato un effetto sorpresa con esiti devastanti per la difesa israeliana. Soltanto dopo molte ore le forze di difesa israeliane sono riuscite a dare prova di contenimento dell'aggressione e soltanto ieri mattina (da fonti governative israeliane), il confine con la Striscia di Gaza è stato di nuovo ripristinato (chiuso e presidiato), e pare che non vi siano più elementi ostili attivi di Hamas sul territorio. Israele ha fornito la cifra di 1500 terroristi palestinesi uccisi, mentre il ministero della Sanità a Gaza ha dichiarato che dall'inizio della guerra vi sono stati 1.055 vittime tra i palestinesi e 5.184 feriti. Sul piano interno, Israele conta un migliaio di morti ed oltre duemila feriti, mentre Hamas ha catturato oltre cento persone di svariata nazionalità, ma non dichiara le perdite proprie in rapporto alle forze impiegate (valutabili in diverse centinaia).


Al momento, gli israeliani hanno ripreso il pieno controllo del proprio territorio e staranno procedendo ad una bonifica definitiva di controllo per essere certi che non vi sia alcun ulteriore elemento ostile.

Hamas ha quindi abbandonato il territorio israeliano e sta cercando di gestire l’inatteso numero di catturati.

Gli effetti di questa azione di Hamas ha portato ad una reazione nuova delle autorità israeliane:

- la dichiarazione interna di allerta di guerra;

- il richiamo di alcune decine di migliaia di riservisti;

- l’affermazione del prossimo annientamento delle struttura di Hamas.

Questo è derivato, oltre che dal numero enorme di perdite subite, dalle modalità di condotta dell’incursione osservate dagli effettivi di Hamas, che nulla hanno a che fare con una operazione militare, ma che ricordano le incursioni barbariche oltre il limes romano di antica memoria.

Per questo, le autorità israeliane sembrano voler dare una risposta concreta al “problema Hamas”, con la distruzione completa e definitiva della sua struttura e dei suoi componenti, al fine di cancellare tale incombente minaccia fisica.[1]

Per fare ciò, vista l’area di operazione, un rettangolo di circa 40x10 km per un totale di 365 km quadrati, è probabile che dopo una campagna aerea di “ammorbidimento” delle strutture di Hamas e di rappresaglia su obiettivi civili in risposta agli oltre tremila vettori lanciati sul territorio israeliano, si dia inizio ad una azione di terra che, metodicamente, porti all’individuazione e distruzione di tutte la strutture e degli effettivi di Hamas. Come consuetudine, ha anche interrotto, come nelle più classiche operazioni di assedio urbano, tutte le vie di approvvigionamento logistiche, isolando di fatto l’area, a meno forse del lato sud-ovest che confina con l’Egitto, nell'ipotesi sostenuta dagli Stati Uniti dell'apertura di un corridoio umanitario.[2]

Anche la questione degli ostaggi, non sembra influire più di tanto sull’intento israeliano di risolvere definitivamente la questione “Striscia di Gaza”.

Il primo e fondamentale step di questo processo è la distruzione completa e definitiva delle forze ostili nell’area, premessa di un nuovo assetto della Striscia; un po’ come quello che avvenne nella conquista di Berlino nella primavera del 1945 da parte degli Alleati nei confronti delle forze tedesche ancora combattenti e dei loro vertici.

Ovviamente i tempi sono variabili e molto dipende dalle note capacità di combattimento delle truppe israeliane negli abitati, considerando che Gaza è una città di circa quattrocentomila abitanti e che, se investita per ultima, potrebbe anche non decidere di avere un atteggiamento ostile, se tutto il restante territorio venisse “bonificato” dagli elementi di Hamas.


Note


[2] ibidem


* Col. in Ausiliaria Esercito Italiano

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