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Basta avere un po’ di Capuozzo…

di Menandro|

L’Italrugby ha violato uno dei templi della palla ovale, il Millenium Stadium di Cardiff. Non era mai accaduto nella storia del rugby azzurro. Finalmente contro il Galles è arrivata la vittoria nel Sei Nazioni che ci schioda da quello Zero cui la nazionale rischiava di abituarsi ad ogni edizione. Il movimento rugbistico, stanco di accumulare soltanto sconfitte, più o meno onorevoli, comunque uscite dal campo sempre a capo chino, ringrazia. L’orgoglio ritrovato ha un cognome che sembra quasi uno scherzo, una maschera uscita da un film di Nanni Loy che riassume tutta la fantasia e il folclore italiano, anche se è nato 23 anni fa a Grenoble: Capuozzo, di nome Ange, famiglia di origine napoletana.

Soltanto sette giorni fa, Capuozzo era entrato dalla panchina contro la Scozia ed aveva segnato due mete, in una gara pur perduta, ma che ha segnato il ritorno d’orgoglio del quindici azzurro. Ma alle 17 di oggi, sabato 19 marzo, mentre le lancette del cronometro si avvicinavano all’80 minuto, Ange Capuozzo è stato decisivo per cambiare le sorti di una gara che ci vedeva indietro di sei punti. In campo dall’inizio di un match durissimo sul piano dello scontro fisico, schierato titolare dal ct Kieran Crowley, Capuozzo è sgusciato tra le maglie rosse dei dragoni gallesi ad una velocità doppia degli avversari. Gli avversari lo hanno visto involarsi in meta con la forza di un giaguaro e la leggerezza di una antilope: una scheggia di “appena” 177 centimetri per 68 chili da peso che ha forato letalmente la corazza di una delle squadre nazionali più forti dell’emisfero boreale. In una frazione di secondo, il Millenium è passato dall’entusiasmo al mormorio di preoccupazione, per poi cadere nel silenzio assoluto quando l’estremo azzurro (maglia numero 15) a un passo dalla linea meta ha consegnato l’ovale al compagno che l’ha depositato al centro dei pali per assicurarsi la certezza di piazzare il calcio che avrebbe assicurato la vittoria. E così è stato. Grazie Capuozzo.

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