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Anpi: “diamo slancio al movimento per la Pace in Ucraina”

di Carlo Ghezzi|


Carlo Ghezzi, vice presidente dell’Anpi nazionale ha partecipazione ieri, 21 maggio, al direttivo dell’Anpi di Torino che si è riunito nel salone “Pia Lai” presso la Camera del Lavoro in via Pedrotti. Dopo i saluti alla presidente uscente Maria Grazia Sestero, il direttivo ha eletto su proposta del presidente Nino Boeti i componenti della segreteria che lo affiancheranno nei suoi prossimi cinque anni. Gli eletti sono: Monica Barotto, Ilaria Mardocco, Elda Gastaldi, Gabriella Roberi, Simona Santovito, Renato Appiano, Mario Beiletti, Luca Bolognesi, Luigi Giuliano, Fulvio Grandinetti, Vinicio Milani, Roberto Martin e Michele Ruggiero. L’ufficio di presidenza è costituito da Valentina Rizzi, Marilena Pedrotti, Francesco Aceti e Marco Rubino. La Porta di Vetro ospita l’intervento di Carlo Ghezzi centrato sulla guerra in Ucraina e sulla posizione dell’ANPI contro il risorgente fascismo, valore fondante della nostra associazione.

L’Anpi non è disponibile a proseguire la corsa agli armamenti, ma sostiene altre strade: una posizione in comune con Cgil, Arci, con molte altre organizzazioni che riflette l’opinione della maggioranza del popolo italiano e soprattutto di Papa Francesco. Siamo per un immediato cessate il fuoco, per l’avvio delle trattative, per la ricerca di un compromesso da collocare in un contesto di sicurezza condivisa per tutti gli attori in campo. In tal senso si dovrebbe muovere soprattutto l’Europa.

Carlo Ghezzi

Discutiamone e confrontiamoci rispettando profondamente anche chi ha opinioni diverse dalle nostre su come uscirne, ma che ha a cuore il bene supremo e primario della pace: la discussione su singoli aspetti non deve assolutamente dividere il movimento che vuole la pace. Non possiamo però dimenticare che per le nostre posizioni siamo stati sottoposti nel mese scorso ad attacchi inaccettabili, violenti, grevi, vergognosi e livorosi, soprattutto da parte dei più importante quotidiani del Paese e da alcune personalità di sicuro orientamento democratico. Stravolgendo ogni nostra presa di posizione e accusandoci di equidistanza tra aggrediti ed aggressori si è “lavorato” per un 25 Aprile, fallimentare, portatore di risse e di divisioni. All’opposto, è stato quel piano deliberatamente ricercato a cadere nel più assoluto fallimento per la grandiosa riuscita delle nostre manifestazioni. La piazza, infatti, ha offerto le giuste risposte con la concretezza dei fatti a partire dalla loro partecipata serenità e dalla presenza nei nostri comizi di esponenti della comunità ucraina.

Dal giorno successivo a quella splendida riuscita della marcia Perugia-Assisi e del 25 Aprile la grevità e la pesantezza degli attacchi è scemata. Siamo oggi impegnati a premere sui Governi, a partire dal nostro e da quello francese, responsabile del semestre europeo, sulle istituzioni della Unione Europea, sullo stesso Vaticano perché si contribuisca ad avviare trattative concrete. E riteniamo oggi più che mai importante e necessario rafforzare in tutta Europa i sostegni a tale scelta ridando slancio e vigore al Movimento per la pace. Abbiamo di fronte la scadenza del 2 giugno, la festa della nostra Repubblica, per rilanciare i temi del “cessate il fuoco”, della trattativa e della ricerca di un dignitoso compromesso e per seguitare la nostra azione di stimolo insieme con le tante associazioni e movimenti a noi vicini per la cessazione del conflitto in corso così come dobbiamo rilanciare le adesioni all’Anpi. Prioritario in questo momento storico è proprio il rafforzamento dell’unità dell’Anpi, la difesa della sua autonomia e del suo ricco pluralismo, il suo impegno costante a riproporre la memoria della Resistenza, la difesa dei valori della Costituzione e la sua piena attuazione, il suo contrasto al razzismi, ai fenomeni di un risorgente neofascismo, alla omofobia, all’antisemitismo; messaggi negativi e preoccupanti ampliati potentemente da un uso distorto dei social. aggiornato 22 maggio ore 9:35

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