Addio Vittorio Messori, una vita alla ricerca della Verità
- Luca Rolandi
- 5 apr
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di Luca Rolandi

È morto a pochi giorni del suo 85esimo compleanno il giornalista e scrittore Vittorio Messori. Un nome importante nel mondo dei media e del mondo cattolico. Un cercatore di Verità più che un apologeta come è stato definito in queste ore. La sua notorietà divenne mondiale con un saggio ardito e per nulla scontato per il tema che trattata pubblicato cinquant’anni fa. Dedicato alla figura di Gesù il suo celebre bestseller Ipotesi su Gesù, pubblicato dalla Sei lo fece diventare tra i maggiori scrittori e giornalisti del secondo Novecento. "Emiliano di Sassuolo, era nato in una famiglia anticlericale, sfollata nel bresciano e quindi approdata a Torino nell'immediato dopoguerra", ricorda il direttore editoriale dei media vaticani Andrea Tornielli. Si era laureato in Scienze Politiche a Torino alla scuola laica di Bobbio, Galante Garrone e dell’azionismo gobettiano. E sulla capitale subalpina scrisse un libro con Aldo Cazzullo nel 2005, Il mistero di Torino, molto discusso e dalle suggestive tesi sugli enigmi di una città. È solo nel 1964 che trova la fede attraverso la lettura dei Vangeli. In realtà, per lungo tempo preferì non parlarne molto, dicendo di non amare gli striptease spirituali. Lo fece nel dettaglio solo nel 2008, in un libro scritto con Andrea Tornelli, Perché credo. Una vita per rendere ragione della fede. Si iscrive allora all'Istituto di Cristologia della Pro Civitate Christiana di Assisi, dove trascorre un anno a studiare. Dopo aver fatto ritorno a Torino, inizia a lavorare alla Società Editrice Internazionale e collabora con diversi giornali e riviste. Nel 1970 entra a Stampa Sera e quindi diventerà redattore dell'inserto Tuttolibri della Stampa. In quegli anni torinesi scopre le due città quella operaia e quella borghese e nobile, le dicotomie tra gli operai comunisti e i cattolici di una chiesa forgiata dai santi sociali. Nel 1976 esce il saggio, "Ipotesi su Gesù", frutto di dodici anni di studio. Tra gli altri libri, tradotti in molte lingue, "Scommessa sulla morte", "Inchiesta sul cristianesimo" , "Patì sotto Ponzio Pilato" , "Dicono che è risorto" , "Ipotesi su Maria". Sul quotidiano “Avvenire” terrà per molti anni una seguitissima rubrica “Vivaio”.
Dopo la precedente esperienza a “La Stampa” diventa collaboratore del “Corriere della Sera”. Ma ad essere ricordato in modo particolare, per l'eco straordinaria che ebbe al momento dell'uscita, è un altro libro, scritto da Messori nel 1984 dopo alcuni giorni di colloqui con il cardinale Joseph Ratzinger durante le sue vacanze al seminario di Bressanone: "Rapporto sulla fede". È il libro che presenta al grande pubblico il pensiero del cardinale che da qualche anno Giovanni Paolo II aveva chiamato alla guida della Congregazione per la Dottrina della Fede, e che mette in guardia dalle derive ideologiche di certo progressismo", ricorda ancora Tornielli su Vatican News. Nel 1994 gli viene proposto di intervistare Giovanni Paolo II. Ne nasce il libro "Varcare le soglie della speranza". La sua salute era declinata progressivamente negli ultimi anni, soprattutto dopo la perdita dell’amata moglie Rosanna Brichetti nel 2022, figura fondamentale della sua vita.
In un epoca di identità indefinite, di culture deboli e fluide, il cercatore di Verità, ha indagato Dio e si è interrogato sul tema di Gesù figlio di Dio e salvatore del mondo. Il suo cuore ha cessato di battere nel venerdì santo che apre alla Pasqua, per dire che la morte non è l’ultima parola, lui che sulla fine di tutto a livello umano ci aveva scommesso in un saggio.
LUCA ROLANDI











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