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50 anni di regionalismo: Giuseppe Fassino, liberale vecchio stampo

di Marco Travaglini |


Nel 1970, le Regioni divennero una realtà. L’Italia dava così concretezza all’art. 114 della Costituzione che recita: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione”. La Porta di Vetro continua la sua galleria di immagini, personaggi e avvenimenti curata da Marco Travaglini, ex consigliere regionale. Quest’articolo è dedicato a Giuseppe Fassino, esponente del Partito liberale italiano, costituente della Regione nel 1970. Ventesima puntata

Vicepresidente del Consiglio regionale piemontese dal 1973 al 1975 e tra i protagonisti della fase costituente dei primi anni ‘70, il liberale cuneese Giuseppe Fassino fu una delle più genuine espressioni di quell’etica e aplomb che sapeva di Piemonte antico ed era considerato da molti l’erede di Marcello Soleri, il ministro del tesoro e sindaco di Cuneo scomparso nel 1945, uno dei grandi liberali del ‘900 con Giovanni Giolitti, Benedetto Croce e Luigi Einaudi. Nato il 13 ottobre 1924 a Busca, tra la val Maira e la pianura della Granda, laureato in Lettere e Filosofia, Giuseppe Fassino fu docente in istituti superiori, fondando e dirigendo a Busca l’istituto scolastico a indirizzo tecnico che porta il suo nome. La carriera politica di Fassino si svolse nelle file del Pli e, dopo l’esperienza in Consiglio regionale tra il 1970 e il 1975, anche come vicepresidente dell’Assemblea, nel 1979 venne eletto per la prima volta al Senato della Repubblica. Rieletto a Palazzo Madama nel 1983 e nel 1987, in quegli anni fu anche sottosegretario alla Presidenza, alla Pubblica istruzione e alla Difesa all’interno delle compagini governative dell’epoca oltre a ricoprire incarichi anche nell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. La grande esperienza di Fassino ai vertici del Pli a vari livelli e nelle istituzioni gli consentì di offrire un contributo importante nelle riunioni preparatorie per la discussione e la stesura dello Statuto della Regione Piemonte nei mesi in cui l’ente, appena costituito, muoveva i primi passi. La visione d’insieme dei problemi non gli impedì di prestare attenzione alla realtà del suo territorio, dedicandosi con impegno alla soluzione delle principali questioni che riguardavano il cuneese, non venendo mai meno alla concretezza tutta piemontese riassunta nel principio del gouvernè bin. Il Centro Pannunzio, sodalizio culturale torinese diretto da Pier Franco Quaglieni all’interno del quale Fassino ricopri il ruolo di presidente onorario, in più occasioni ne ha ricordato la figura di “gentiluomo di antico stampo, uomo di vasta cultura e politico integerrimo”. La vita di quest’uomo, un liberale d’altri tempi noto per il costante impegno civile, la cultura e la specchiata onestà, terminò all’età di 88 anni il 27 novembre 2012 a Busca dove aveva sempre abitato. (continua)

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